L'oppio è il succo denso, di colore bianco latte, che gocciola lentamente dalle pareti del papavero da oppio (Papaver somniferum) o da altre varietà, quando si recidono i canali lattiferi che percorrono longitudinalmente la capsula non ancora matura.
É una sostanza lattiginosa che si condensa e imbrunisce a contatto con l’aria, estratta dalle capsule non ancora mature del papavero sonnifero (papaverum sonniferum album). Questo è la base grezza da cui si ottengono alcune sostanze comunemente utilizzate come stupefacenti. L’oppio contiene infatti 20 tipi di alcaloidi (codeina, papaverina, narcotina e la tebaina), composti organici azotati che agiscono sul sistema nervoso centrale.
L'oppio è una delle droghe più usate nel mondo, sia a scopo terapeutico che a scopo voluttuario.
Il suo uso terapeutico risale almeno al 2° secolo dopo Cristo, quando era usato dal medico Dioscoride, e successivamente da Paracelso e altri. Omero, nell'Odissea, parla di una sostanza medicamentosa usata da Elena, e che probabilmente era oppio.
Usato a scopo voluttuario, viene fumato e provoca uno stato di assopimento psichico, di ideatività silenziosa e raccolta, con completo distacco dalle pene fisiche e morali abituali, un senso di superamento dei confini del tempo e dello spazio, delle normali capacità percettive e intellettive. Segue poi uno stato di depressione psico-fisica di intensità variabile.
Dall’oppio si ottengono anche alcune sostanze ad uso terapeutico. I derivati dell’oppio più conosciuti e diffusi sono: morfina, codeina ed eroina. Il metadone è un oppioide di sintesi usato come sostitutivo dell'eroina. Gli oppiacei devono i loro effetti alla somiglianza strutturale che hanno con sostanze prodotte dal cervello, le endorfine, che normalmente agiscono con effetto analgesico ed inibitorio secondo un meccanismo di ricompensa cerebrale in stretto legame con i centri nervosi del piacere.
L'uso di oppioidi altera il sistema di regolazione delle endorfine endogene, riduce la percezione del dolore e attenua l'ansia, inibisce l'attività dei centri respiratori e abbassa l'attività dei sistemi del cervello più antico o "emozionale". Tale azione inibitoria sul comportamento emotivo e motivazionale spiega l'effetto di anestesia emotiva nel tossicodipendente sotto l'effetto della sostanza, di indifferenza verso il mondo, di distacco percettivo, di disinteresse affettivo. Dopo un primo intenso momento di piacere, il cosiddetto flash, segue uno stato di appagamento, di rallentamento del pensiero, dei gesti e comportamenti sino alla sonnolenza.