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La Morfina viene assunta per via sottocutanea o intramuscolare. Gli effetti principali della morfina sono due: analgesico ed euforizzante. Vi sono poi vari effetti secondari.

L'effetto analgesico è molto potente e si manifesta sia sul dolore in se stesso che sulla sua percezione a livello emotivo-affettivo.

L'effetto euforizzante è alla base dell'uso della droga al di fuori dell'ambito terapeutico. Tale effetto euforizzante può essere descritto come un senso di benessere, con tendenza all'immaginazione contemplativa, una scomparsa di sensazioni dolorose, dell'ansia, della "pena di vivere".

A queste sensazioni segue un quadro di torpore psichico con apatia, lentezza psicomotoria, inaridimento affettivo, impoverimento della volontà, deficit dei poteri etici. Questo quadro di apatia è alla base della dipendenza psichica, che porta all'assunzione di ulteriori dosi di droga per sperimentarne gli effetti piacevoli e che, a causa della tolleranza che si instaura subito, devono essere dosi sempre maggiori per ottenere i medesimi effetti.

La dipendenza fisica è una conseguenza delle particolari modificazioni chimico-fisiche prodotte dai morfinici sull'organismo, per cui esso non può più farne a meno (un po' come l'insulina per il diabetico).

La morfina provoca uno squilibrio, e lo mantiene, nei meccanismi omeostatici che regolano le funzioni vegetative e somatiche (battito cardiaco, respirazione, pressione arteriosa, sudorazione, contrazione muscolare, percezione del dolore, ecc.), per cui quando viene a mancare in un soggetto intossicato, provoca uno stato di intensa sofferenza soggettiva ed oggettiva ("tempesta neurovegetativa") che porta alla ricerca della droga senza preoccuparsi di altro: è questa la sindrome di astinenza.

Gli effetti secondari consistono in modificazioni della personalità, con apatia, torpore psichico, difficoltà di concentrazione, sonnolenza, ipotermia, restringimento delle pupille, ecc.



Morfina
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