Le sostanze allucinogene si dividono in:
Naturali: Mescalina, Psilocibina, Psilocina, Bufotenina, DMT;
Semisintetiche: LSD;
Sintetiche: Ketamina, DET, DOM, MDMA o Ecstasy, TMA, PCP
o Fenciclidina.
Si trovano solitamente sotto forma di pillole di varie dimensioni ma anche in francobolli o micropunte. Chi le assume percepisce (sente, vede, odora, ecc.) cose che non corrispondono alla verità del momento: da qui il termine allucinogeni.
Nella scienza delle tossicodipendenze sono comunemente detti "allucinogeni" o "psichedelici" (la denominazione psichedelico viene proposta nel 1957 e vuol significare: "che altera la mente"), o "psicotomimetici", alcune sostanze chimiche psicoattive in grado di determinare, nell'uomo, dei disturbi psichici di varia entità, in gran parte riconducibili a quelli osservati in certe malattie mentali, come la psicosi e la schizofrenia .
Gli allucinogeni naturali estratti dal psylocibe mexicana (chiamato dagli indiani d'America teonanacatl, carne di dio, e ritenuto un fungo magico) furono in passato utilizzati nelle cerimonie religiose dei popoli del Messico e dell'America Centrale.
I sacerdoti messicani pensavano che questo fungo (teonanacatl: carne di dio) permettesse di entrare in comunicazione con gli dei e portasse ad acquisire facoltà magiche e curative.
Gli Aztechi, invece, ritenevano sacro il cactus peyotl, la pianta da cui si ricava un allucinogeno naturale, la mescalina, che si consuma in forma di bottoni freschi o secchi e da effetti simili a quelli dell’LSD. I mescaleros, indios del centro America, avevano fatto dell’assunzione del cactus peyotl (peyote) il fulcro dei loro cerimoniali religiosi, come strumento di illuminazione e trascendenza. Per le primitive tribù del messico il Peyotl era una pianta sacra, custode di un Dio, oggetto di venerazione; veniva raccolto in determinate epoche dell'anno e consumato nelle feste e nelle cerimonie sacre.
La tossicomania da mescalina è alquanto rara poiché la droga è di difficile reperibilità e per provocare effetti allucinogeni ne occorrono dosi molto elevate; è stata usata a scopo voluttuario in ambienti artistici all'inizio del '900. I disturbi che provoca consistono in allucinazioni e illusioni visive in movimento, molto colorate, deformazione degli oggetti, trasposizioni sensoriali (i rumori sono visti in colore). Vi è rischio di intossicazione acuta con morte per arresto respiratorio. Dalla mescalina deriva un altro potente allucinogeno, il DOM, o STP (detto così per analogia con un additivo per benzine), usato negli anni '60 da varie comunità hippyes; dà le stesse azioni della mescalina ma più prolungate ed intense; notevolmente tossico, ha provocato numerosi decessi.
Gli allucinogeni non producono assuefazione ma ingenerano una fortissima tolleranza; la stessa sostanza, assunta a distanza di pochi giorni, può non avere più effetto.
Effetti
Non esistono veri e propri effetti stabili, poiché l’esperienza è fortemente soggettiva, imprevedibile e caotica, varia a seconda del contesto e della personalità coinvolta. Gli effetti soggettivi dipendono da: dose, ambiente, via di somministrazione, personalità di chi ne abusa.
Una reazione tossica comune a tutti gli allucinogeni è il viaggio, trip. Tale effetto dura dalle quattro alle dodici ore, ma può prolungarsi per giorni o mesi, in quanto gli allucinogeni sono liposolubili e permangono nei depositi adiposi diversi tempo dopo l’assunzione. Persone che hanno sperimentato il viaggio provano il fenomeno del flash-back, istanti nei quali si ha l’impressione di rivivere la situazione psichedelica originale, anche quando la sostanza non è stata assunta.
Rischi
L’uso di tali sostanze può causare l’insorgenza di “Bad Trip” (cattivo viaggio) che si manifesta con attacchi di panico, talora episodi psicotici transitori e flash back che persistono per mesi dopo l’interruzione dell’uso.
L’uso prolungato può provocare psicosi; personalità fragili e vulnerabili possono rimanere gravemente squilibrate per moltissimo tempo, fino ad arrivare a danneggiare permanentemente l’equilibrio psichico.
Le possibili conseguenze derivanti dall’uso di tali sostanze sono:
> vertigini, debolezza, sonnolenza, nausea
> sinestesie; vedere/odorare i suoni, sentire/odorare i colori
> allucinazioni visive
> ondate ricorrenti di fenomeni percettivi
> ipervigilanza e riflessi muscolari iperattivi
> ipertensione e ipertermia
> sudorazione e tremori
> alterazione del reale ed espansione dell'immaginario
> difficoltà nella distinzione fra reale ed immaginario
> distorsione e confusione percettiva e cognitiva
> impossibilità a compiere le azioni banali e di routine
> perdita del senso del tempo
> attacchi di panico
> cambiamenti d’umore
E’ ovviamente sconsigliato assumere sostanze che modificano la mente; si rischia l’intelligenza e la propria visione del mondo.
Una delle paure più frequenti è che l’effetto della sostanza non finisca e di non riuscire a tornare normali, poiché la percezione del tempo è alterata e bizzarra.
I questi casi è necessario non perdere la calma e aspettare.