La Cocaina è un alcaloide ricavato dalle foglie della pianta di Coca
(un arbusto coltivato da secoli in Perù e in Bolivia), può essere sniffata ma anche fumata sottoforma di crack o iniettata in vena.
Il Crack è un derivato della cocaina che è stata alterata chimicamente per formare dei cristalli che possono essere fumati ed è molto più pericoloso della cocaina.
In generale, i dati quantificano in un 4 per cento i ragazzi tra i 15 e i 16 anni che hanno provato la cocaina almeno una volta. E ben il 32 per cento sono quelli che hanno dichiarato di sapere come procurarsela. Perché la “neve”, considerata fino a qualche anno fa una droga d’élite, è oggi diffusa tra tutti i ceti e a tutte le età.
Negli ultimi due anni ne sono stati sequestrati 5.300 chili ma ciò che finisce in mano alle forze dell’ordine è solo il 10 per cento di quanta ne circola realmente. Presa da sola o assunta insieme ad altre droghe, la cocaina è comunque pericolosissima.
Per morirne non c’è bisogno di un overdose: può essere fatale indipendentemente dalla quantità assunta. Perché può provocare improvvisi infarti, ictus, arresti cardiaci, edemi polmonari. Ma i danni all’organismo a breve e lungo termine sono tanti. Per questo “Il Giornale di San Patrignano” mette a disposizione dei propri lettori una serie di domande e risposte preparate dal National Institute on Drug Abuse, il più autorevole centro di ricerche del mondo sulle droghe e la tossicodipendenza.
La cocaina è uno stimolante molto potente che ha effetto direttamente sul cervello. Conosciuta come la droga degli anni Ottanta e Novanta per la sua popolarità in quel periodo, non è certamente una sostanza “nuova” ma una delle più antiche. L’effetto stimolante e di riduzione della sensazione di fatica che si ottiene masticando foglie di coca è conosciuto da migliaia di anni, la sostanza pura è invece utilizzata da oltre 100 anni.
È estratta dalle foglie di alcuni arbusti del genere delle Eritoxilacee diffusi e coltivati nel Sud America. Nei primi del Novecento essa fu utilizzata come ingrediente principale di numerosi “tonici” ed elisir per alleviare i sintomi di diverse malattie. Oggi è considerata una sostanza estremamente pericolosa ed è classificata fra le più potenti droghe d’abuso.
La cocaina si trova nel mercato illecito in due forme: il cloridrato,
che ha l’aspetto di una polvere bianca o bianco-avorio ed ha sapore amaro, e la base libera che si presenta invece sotto forma di scaglie o tavolette di varia forma e dimensioni e di colore dal bianco sporco al marrone. Il cloridrato può essere inalato oppure, sciolto in acqua, iniettato in vena. La base libera normalmente viene fumata.
É venduta dagli spacciatori è spesso “tagliata” (diluita) con sostanze come l’amido di granturco, lo zucchero a velo, raramente il bicarbonato o il talco. Nella cocaina di strada può anche essere presente procaina, lidocaina o altri anestetici locali che simulano alcune caratteristiche della cocaina (sapore, effetto di anestesia locale sulla lingua). Inoltre, la cocaina può essere mischiata con altre droghe come l’eroina o le anfetamine.
Crack è il nome in gergo che viene dato ai cristalli di cocaina
(base libera). Il nome “crack” deriva dal particolare rumore che questa sostanza produce quando viene bruciata. Il crack produce
una forte euforia in meno di dieci secondi. La sua popolarità tra gli emarginati delle periferie urbane, in particolare negli Stati Uniti, è dovuta ai bassi costi di produzione e al prezzo contenuto.
La cocaina può essere inalata, iniettata o fumata (da sola o mescolata a tabacco o a marijuana). L’assunzione mediante masticazione delle foglie è limitata esclusivamente ad alcune popolazioni sudamericane. Se inalata, normalmente con dei cannelli
o con banconote arrotolate, la sostanza attiva passa attraverso le mucose nasali nel sangue. L’iniezione è la via più diretta e produce effetti istantanei e più marcati. Il fumo attraverso speciali pipette passa dai polmoni nel sangue quasi con la stessa velocità dell’iniezione. Molti tossicodipendenti la inettano o la inalano mescolata all’eroina.
Il consumo di cocaina può variare da occasionale a ripetuto e compulsivo. Non esiste una modalità sicura o priva di rischi di utilizzarla. Qualunque tipo di uso può portare all’assunzione di quantità tossiche di sostanza, provocando seri problemi cardiovascolari o cerebrali che possono dar luogo anche a una morte improvvisa. L’uso ripetuto di cocaina in qualunque forma provoca dipendenza ed altri danni alla salute.
Effetti
Subito dopo l'assunzione si ha una sensazione di prontezza di riflessi e di benessere temporaneo.
Tra i principali effetti vi sono:
> euforia, allegria, sensazione di benessere
> aumento di sicurezza e fiducia nelle proprie possibilità
> molta voglia di parlare, di muoversi e camminare
> sensazione di essere giusti
> aumento del desiderio sessuale
> aumento dell'attenzione
> riduzione della sensazione di fatica fisica e mentale
> deficit della capacità critica
> comportamenti bizzarri (es. accatastare oggetti in pile)
> allucinazioni visive o tattili
> sudorazione e pupille dilatate
> iperloquacità, ipereccitabilità, iperattività
> accelerazione del corso del pensiero
> esaltazione del tono dell’umore
> iperstima, espressioni esagerate di potenza e di grandezza
> sopravvalutazione delle proprie capacità
L'effetto dura breve tempo fino a quando non subentra una sensazione di depressione e disagio psichico che stimola il bisogno di assumere altra sostanza per sentirsi nuovamente "in forma". Se usata ripetutamente può indurre dipendenza.
Rischi
> inibizione dell’eiaculazione
> ritenzione urinaria
> malnutrizione e forte dimagrimento ponderale
> udito ridotto, mancanza di gusto e olfatto
> riniti, sinusiti, ulcerazioni nasali-setto perforato
> tracheo-bronchiti, arresto respiratorio acuto
> ipertensione arteriosa transitoria, infarto al miocardio
> ictus cerebrale
> convulsioni
> psicosi
Astinenza
Si distinguono tre fasi dell’astinenza:
1. Il crash (caduta) che segue immediatamente dopo l’uso e consiste di vari sintomi come:
> insonnia
> inappetenza
> stanchezza
> forte desiderio di dormire
Agitazione
2. Il craving (intenso desiderio) che può durare fino a cinque settimane, caratterizzato da:
> sbalzi d’umore
> esagerata sonnolenza
> mancanza di energia e stanchezza
> stato di confusione ed ansia
> sintomi depressivi anche con idee di suicidio
> aumento dell’appetito
> disturbi addominali
3. L’estinzione è l’ultima fase, in cui i sintomi progressivamente vanno scomparendo
> normalizzazione dell’umore
> residuo desiderio di assunzione legato al passato uso e all’abitudine.