home

La frequenza dei Disturbi Alimentari sembra essere maggiore nei paesi industrializzati, nel sesso femminile (circa il 90%) e nella prima adolescenza (tra i 13 ed i 18 anni). La percentuale di maschi anoressici rispetto al totale dei casi è stimata tra il 5 ed il 10 % .

La prevalenza di casi che soddisfano appieno i criteri diagnostici (DSM-IV) per l’Anoressia Nervosa è dello 0,5-1%. Per quanto riguarda la Bulimia Nervosa la prevalenza si aggira tra l’1 ed il 3%, per il Disturbo da Alimentazione Incontrollata tra lo 0,7 ed il 4%. L’età di insorgenza media dell’Anoressia Nervosa è di 17 anni, quella della Bulimia e del Disturbo da Alimentazione Incontrollata (BED) si colloca nella tarda adolescenza e nella prima età adulta. Oltre il 10% dei soggetti ricoverati con una diagnosi di Anoressia Nervosa va incontro a mortalità per denutrizione, squilibri elettrolitici o suicidio.

Sebbene la maggior parte delle ricerche finora condotte avesse evidenziato una maggiore diffusione di tali patologie tra le classi medio-alte, negli ultimi anni si è riscontrata una distribuzione più eterogenea tra i diversi ceti sociali.

In numerose ricerche è emerso che la prevalenza dell’Anoressia Nervosa e della Bulimia Nervosa è molto bassa, e di gran lunga più frequenti risultano singoli sintomi di disturbi alimentari (disturbi atipici o parziali).

Questo risultato mette in evidenza che, sebbene necessarie, le categorie diagnostiche per la classificazione dei disturbi alimentari (in particolare quelle del DSM IV) spesso risultano troppo rigide, tendendo ad escludere dalle definizioni diversi disturbi alimentari “minori”. Questi ultimi raccolgono infatti la più alta percentuale dei casi studiati.

La complessità ed eterogeneità dei disturbi alimentari ha portato alcuni ricercatori alla creazione di un modello teorico che suggerisce l’esistenza di un continuum che va dal comportamento alimentare “sano” a quello disturbato tra i quali esiste una vasta gamma di disturbi parziali. La classificazione in specifiche categorie, operate dai principali manuali diagnostici, risulta quindi riduttiva rispetto all’ampio spettro di disturbi rilevati in anni di ricerche.

Epidemiologia
Stampa il documento in pdf